Gilberto Minella, è uno spirito libero. Dipinge e scolpisce secondo l’ispirazione del momento, seguendo l’istinto artistico. Questa libertà coerente con la libertà interiore di vita può sorprendere e sconcertare. Sopratutto chi guarda l’arte con schemi fissi, per cui un operatore deve essere assolutamente catalogato in determinate categorie. Minella rifiuta tutto questo. Egli crede all’arte come autentica possibilità espressiva; come momento di liberazione. Per questo passa dall’informale alla pittura naturalistica, da certe visioni espressionistiche alla pittura post – macchiaiola. Ma tutto è ricondotto ad unità dalla sensibilità particolare dell’autore.

Pur nella libertà dello stile, ogni opera di Minella si distingue per un timbro proprio, per atmosfere particolari, per una “grafia” personale. E c’è anche da dire che la libertà di stile è derivata da una libertà di tecniche. Cosi Minella passa, con estrema facilità, dall’olio dell’acquarello,dal disegno allo “sguazzo”.

Fra le opere viste, la preferenza assieme ad alcuni olii di sapore post – impressionista e alcuni eccellenti acquarelli va proprio ai lavori di grafica. Sono “impressioni” a china che lasciano un largo margine alla fantasia di chi guarda; cosicchè autore e amatore trovano un punto d’incontro: il primo offrendo lo spunto per emozioni, il secondo completando e “colorendo” la visione a seconda della propria ricchezza interiore. Ed ecco, allora, che il bianco del foglio ed il nero del segno creano immagini e prospettive sempre nuove; ecco tornare come in un sogno, visioni che ognuno di noi porta nel cuore.

Per completare la dimensione artistica di Gilberto Minella c’è da dire che è architetto (anche se all’architettura preferisce l’arte) musicista ed esperto cavallerizzo. Un uomo dunque ricco, anzi troppo ricco di risorse e di possibilità; un uomo che decisamente sconcerta chi riesce a conoscerlo a fondo sotto uno degli aspetti tutti ad un’ottima altezza professionale della sua personalità.

Ma qui il discorso torna alla libertà. Minella non riesce a chiudersi in schemi mentali, a rinunciare ad esprimersi liberamente. Per questo, prima che per la pittura o scultura, egli è artista per la vita.

ATTILIO MAZZA
scrittore e critico d’arte decano dei giornalisti Bresciani
consigliere della fondazione del Vittoriale e componente del direttivo dell’Ateneo di Salò.